I Mutui nel 2022 tra inflazione, guerra e bonus: 5 previsioni per i prossimi mesi



Come sarà il mercato dei mutui nel 2022? Se da un lato le previsioni sul mercato creditizio incorporano la crescita straordinaria del 2021, dall’altro non possono prescindere dallo scenario di inflazione, aumento dei tassi e crisi geopolitica odierna. Ecco cinque previsioni sui trend del mercato dei mutui tratte da una società di mediazione creditizia.


Mutui e tassi di interesse 2022, meglio fisso o variabile?

Se a inizio anno lo scenario già inquinato dalla pandemia non faceva prevedere un rialzo dei tassi, ora lo scoppio del conflitto in Ucraina costringe a rivedere queste previsioni. In questa situazione di incertezza, per quanto riguarda i mutui, l’Euribor (l'indice di riferimento dei mutui a tasso variabile) è ancora in negativo ma l’Eurirs che regola i tassi fissi è in aumento e per il futuro sarà determinante l’’andamento dell’inflazione. Se il livello attuale diventerà strutturale potrebbe essere inevitabile un intervento da parte della BCE sui tassi di interesse. E questo avrebbe un impatto diretto sulle rate dei nuovi mutui e su quelli a tasso variabile, mentre i fissi manterranno stabilità indipendentemente dagli eventi.

Per chi intende acquistare casa è necessario fare attente valutazioni in merito alla tipologia di mutuo. Se per i tassi variabili la situazione è ancora stabile, oggi i mutui a tasso fisso sono già più costosi di quanto non fossero un anno fa, ma ancora a livelli bassi, destinati però a crescere. In generale anche per il 2022, potremmo prevedere una preferenza degli italiani per il tasso fisso, anche se potrebbe essere interessante iniziare a fare simulazioni su eventuali tassi variabili con rate protette.



Bonus giovani under 36 e domanda di mutui

Il 2021 è stato contraddistinto da una politica monetaria espansiva, con condizioni di finanziamento molto favorevoli, che ha determinato un incremento della domanda e dell’effettiva erogazione di mutui. Un aumento favorito dalla maggiore fiducia dei consumatori, dai tassi di interesse ai minimi storici e dalle agevolazioni governative quali Ecobonus, bonus fiscali dedicati al mondo della casa e dei condomini, Decreto Sostegni bis e Bonus prima casa Under 36 che hanno risvegliato una domanda latente, andando ad influire sull’andamento complessivo delle compravendite. Da alcune analisi si evidenzia che nel 2021 quasi il 90% dei mutui erogati è stato a tasso fisso.



Aumento dell'inflazione, dove conviene comprare casa

Negli ultimi mesi tutta Europa è alle prese con l’aumento dell’inflazione, determinato in larga parte dal rincaro del prezzo dell’energia, e ulteriormente aggravato dal conflitto Russia – Ucraina. Se si considera che gli immobili sono ritenuti storicamente un bene rifugio e un argine contro l’inflazione, l’acquisto del mattone, in particolare in aree dove a parità di prezzo, ci si può assicurare affari migliori, si può prevedere che il 2022 sarà contraddistinto da diversi fenomeni tra cui la rivincita dei piccoli comuni, capaci di offrire il miglior rapporto comfort abitativo/prezzo. La carenza di offerta verrà via via compensata dall’immissione sul mercato di immobili fermi a causa dei deprezzamenti degli anni passati; l’efficientamento energetico di vecchi edifici, che rende gli immobili da ristrutturare più appetibili anche in ottica di investimento, a fronte del significativo aumento del costo dell’energia e dell’inflazione.



Mutui casa, previsioni 2022 per le erogazioni

Già prima dello scoppio della guerra in Ucraina era molto difficile fare previsioni per il 2022 per via della pandemia, che potrebbe continuare a condizionare tutti i comparti economici, dalla macroeconomia all’economia reale delle singole famiglie. A ciò ora si somma il conflitto ucraino che aggiunge incertezza ad una eventuale crescita economica prevista dagli esperti.

Negli ultimi mesi il mercato immobiliare si è confermato effervescente e al momento non si rileva un calo della domanda di immobili e quindi di mutui. L’andamento oscillante delle borse nelle ultime settimane potrebbe far spostare capitali dal mobiliare all’immobiliare considerato storicamente fonte di maggiore stabilità.

Il mondo delle banche è sicuramente propenso a proseguire anche nel 2022 con l’erogazione di mutui su volumi simili al 2021 e tutte le banche convenzionate ad esempio con 24MAX, al momento, hanno confermato i budget per il 2022.

Chi chiederà un mutuo casa nel 2022

La domanda di mutui è stata trainata lo scorso anno dai profili giovani grazie ai bonus per l’acquisto di casa che proseguiranno anche nel 2022. Da alcune analisi del transato tra chi ha richiesto un mutuo nel 2021, il 48,3% è coniugato. Il 36,1% è single, con una prevalenza degli uomini (58,5%) sulle donne (41,5%), sostanzialmente stabile nel corso dell’anno. Stabili per tutto il 2021 anche le richieste di separati e divorziati, che rappresentano in media il 9,8%, e dei conviventi (3,7%).

In aumento nella seconda metà dell’anno la domanda di vedovi che scelgono di cambiare casa richiedendo un mutuo (passata dal 1,1% nel secondo trimestre al 2,5% del quarto, con una media annuale che si attesta al 2,1%).

Analizzando il panel per fasce d’età, i dati raccolti evidenziano nella fascia 35-44 anni il maggior numero di richiedenti (34,8%), seguita da quella dei giovani tra i 25 e i 34 anni che rappresentano in media il 25,1% su base annua. Una piccola quota, seppur significativa (2,6%), si registra nella fascia d’età dei giovanissimi (18-24). Le altre richieste si dividono equamente tra le fasce 45-54 per il 18,6% e over 55 per il 18,9%.

Alcuni uffici studio, forniscono anche dati inerenti alla tipologia di contratto lavorativo di chi ha richiesto un mutuo nel corso del 2021. La netta maggioranza (77,8%) sono lavoratori a tempo indeterminato, seguiti dalle partite IVA (8,4%), dai lavoratori a tempo determinato (7%) e dai pensionati (6,8%). Analizzando complessivamente le pratiche raccolte nel 2021, oltre il 97,2% si conferma destinato all’acquisto della prima casa, mentre i mutui richiesti per l’acquisto di una seconda casa rappresentano il 2,8%.

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