Il prezzo che ti tradisce
- Fabio Melis

- 2 giorni fa
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Quando il prezzo non sostiene la storia della casa
Nel mercato immobiliare, il prezzo è il primo elemento che crea un’aspettativa. Prima ancora delle foto, prima della descrizione, prima della visita. È un messaggio diretto, immediato, che dice all’acquirente: “Questa è la percezione del valore.”
Quando quel messaggio è coerente, la vendita si apre. Quando è incoerente, tutto si irrigidisce.
Un prezzo troppo alto non comunica ambizione: comunica disallineamento. E il disallineamento, nel mercato immobiliare, è il primo motivo per cui un acquirente decide di non approfondire.

La psicologia dietro un prezzo fuori mercato
Gli acquirenti non valutano solo la casa: valutano la credibilità di chi la vende. Un prezzo sbagliato genera tre reazioni immediate:
Dubbio → “Perché costa così?”
Diffidenza → “Cosa non sto vedendo?”
Distanza → “Non è un annuncio per me.”
Il prezzo è un filtro psicologico potentissimo. Se è coerente, attira. Se è tirato, respinge.
E non è una questione di “quanto” è alto, ma di quanto è giustificato.

Il silenzio del mercato è un segnale, non un caso
Quando un immobile resta online troppo a lungo, il mercato non lo percepisce come “di valore”: lo percepisce come “problematico”.
Il cartello rimane appeso. Le visite diminuiscono. Le richieste si fermano. E il prezzo, invece di sostenere la vendita, diventa il motivo per cui non parte.
Il mercato non punisce il proprietario. Punisce l’incoerenza tra ciò che la casa offre e ciò che il prezzo racconta.

Il prezzo giusto non svende: posiziona
Il prezzo corretto non è un compromesso. È un punto di incontro tra:
valore reale
valore percepito
domanda attuale
concorrenza
aspettative degli acquirenti
Quando questi elementi si allineano, la vendita si muove in modo naturale. Quando uno di essi è fuori equilibrio, tutto si blocca.
Il prezzo giusto non accelera solo la vendita: la rende credibile.
Fabio Melis – Affarefatto

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