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POLIZZE CASA: ANCORA INDIETRO SULLE CALAMITÀ NATURALI


Gli italiani imparano sempre di più ad assicurare la propria abitazione, e il mercato assicurativo “casa” si evolve con prodotti sempre più in linea con le esigenze delle famiglie. D’altro canto, però, i contratti assicurativi restano sempre pieni di variabili e “trabocchetti” che occorre conoscere per non incorrere in brutte sorprese. E ci sono particolari tipologie di coperture che risulterebbero utili, ma che faticano a imporsi.


Assicurato circa il 50% dello stock

Secondo il consueto Rapporto annuale dell’Ania (l’associazione di categoria che racchiude le imprese assicurative operanti in Italia), si può calcolare che circa la metà delle abitazioni nel nostro Paese siano coperta da una polizza.

Nello specifico, l’Ania rileva 10,4 milioni di case assicurate, più 1,2 milioni di immobili che vanno sotto la definizione di “fabbricati” e 4,3 milioni di “unità ancillari” (spesso negozi annessi ad abitazioni).

In totale, rispetto al numero di abitazioni censite dall’Istat (31,2 milioni) risulta quindi che il 52,0% delle stesse ha in media una copertura assicurativa contro l’incendio, un valore in costante crescita rispetto agli anni precedenti (era il 50,2% nel 2021, il 46,0% nel 2019 e il 42,2% nel 2016).

Per quanto riguarda il numero complessivo di polizze attive, al 31 marzo 2022 era pari a 11,9 milioni, in aumento del 5,9% sul 2021 e del 14,4% rispetto a marzo 2020. Analizzando la tipologia di polizze sottoscritte, nel 2022:

  • il 49% è relativo a polizze multirischio (ossia quelle che sommano la protezione contro incendio, terremoto, furto, responsabilità civile ecc…);

  • il 39% a polizze che assicurano il solo rischio incendio (mono-rischio);

  • circa il 10% riguarda polizze globale fabbricati (in sostanza sono quelle condominiali);

  • lo 0,4% è relativo a polizze che coprono unicamente il rischio terremoto (senza la copertura del rischio incendio).




Ancora indietro sulle calamità naturali

Ci sarebbe poi un’altra particolare tipologia di rischi da cui difendersi, ossia i danni provocati da eventi naturali come alluvioni ed esondazioni. Una copertura che anche il Governo ha cercato di sostenere tramite un beneficio fiscale.

Infatti, dal 2018, i contribuenti che sottoscrivono una polizza casa contro i danni derivanti da calamità naturali, possono usufruire di una detrazione pari al 19% del premio versato, senza limite e senza franchigia.

Finora, però, l’effetto della misura appare limitato. Sempre secondo i dati Ania, meno di 1,4 milioni di contratti assicurativi presenta anche l’estensione contro le catastrofi naturali. Poco più del 10% del mercato. E questo, anche per una caratteristica peculiare italiana.

Il nostro Paese si distingue per una gestione dei danni relativi a calamità naturali che tradizionalmente si basa sull’intervento ex-post da parte dello Stato”, segnala l’Ania. “Questa modalità di gestione dei danni, attuata ripetutamente nel tempo, ha accresciuto la convinzione che esista un garante di ultima istanza disposto a farsi carico della ricostruzione”.

Un dato in chiaroscuro riguarda anche la distribuzione geografica del mercato. Nella solo Lombardia si concentra quasi un quarto di tutte le abitazioni assicurate. A seguire il Piemonte, il Veneto e l’Emilia-Romagna, dove in ognuna è presente mediamente il 10% delle abitazioni assicurate, poi la Liguria con poco meno del 5% (circa 750 mila).

Per quanto riguarda il Centro-Sud, solo nel Lazio e in Toscana si raggiunge una certa concentrazione, mentre al Sud la percentuale di case assicurate sul totale è minima, compresa fra l’1% e il 4% dello stock residenziale.


Assicurazioni sulla casa: nuovi servizi, vecchi limiti

Le compagnie, comunque, cercano sempre più di svecchiare il mercato con prodotti nuovi. E a parte le coperture tradizionali, relative appunto a incendi o terremoto, provano a corredare i contratti di servizi utili per la vita di tutti i giorni, ideali oggi che la diffusione dello smart working ha aumentato il numero di ore che le famiglie passano in casa e che le abitazioni somigliano sempre più a postazioni di lavoro.

Solo per citare alcuni esempi, una novità arriva da Europ assistance e riguarda una casistica frequente: la necessità improvvisa di un artigiano, che si tratti dell’idraulico o di un fabbro. Dal momento che ormai utilizziamo il canale digitale per tantissime operazioni, la compagnia permette di compilare la richiesta di aiuto direttamente on line, tramite sito o app, senza bisogno di telefonare al call center.

Un altro esempio è quello di Genertel, la compagnia diretta del gruppo Generali. La polizza casa Multirischi può essere corredata dalla specifica garanzia di assistenza “Ciber Risk”.

Questa protezione offre supporto in caso di guasto o malfunzionamento di apparecchi digitali (pc, tablet, smartphone), per la pulizia da virus e malware, recupero di dati informatici, persino consulenza legale telefonica a seguito di utilizzo improprio dei dati personali.

Certo, esiste sempre il rovescio della medaglia. E su questo, le imprese assicurative non possono incolpare nessuno. Infatti, prima di firmare un contratto, è sempre opportuno leggere il capitolo relativo alle “esclusioni”, ossia quei casi in cui l’assicurazione non si fa carico di alcun danno.

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