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DALLA RUBRICA ATROCITÁ IMMOBILIARI: CAPITOLO 2


L’amara scoperta di Giulia e Gabriele di avere una casa non vendibile.


C’era una volta una giovane coppia, Giulia e Gabriele. I ragazzi desideravano vendere la propria casa ma erano completamente ignari dei pericoli e delle “atrocità immobiliari” che avrebbero incontrato su questo arduo cammino.


Ecco come inizia la storia che vi racconterò oggi;

parla di due nostri clienti che hanno scoperto di avere tra le mani una casa non idonea per la vendita.




Che cosa significa?

Continua a leggere per scoprirlo! Il motivo per cui racconto le vicende dei nostri clienti è che situazioni come quella che leggerai tra poco, possono riguardare davvero qualsiasi abitazione, e quindi anche la tua!


È molto frequente, infatti, che i proprietari non siano a conoscenza di alcune difformità riguardanti la loro casa, aspetti che metteranno poi a rischio la possibilità di vendere l’immobile.


Questa è proprio la situazione di una giovane coppia,

Giulia e Gabriele hanno contattato Affarefatto su indicazione gradita di un altro nostro caro cliente!


Questi due ragazzi erano davvero scoraggiati: la loro casa, infatti, era in vendita da più di un anno tramite l'agenzia X e in tutto questo tempo non si era vista nemmeno l’ombra di un acquirente.


L’appartamento di Giulia e Gabriele è un tipo si abitazione di forte interesse per il mercato del momento, così come constatato dal primo sopralluogo, si trattava infatti di un quadrilocale di 120 mq, inserito in un contesto bifamiliare, situato al piano terra e con il suo ingresso indipendente. L’appartamento, inoltre disponeva di un giardino di 400 mq.


Dalla visita degli ambienti interni, ho potuto apprezzare un’abitazione in ottime condizioni e con un buon utilizzo dello spazio: l’appartamento disponeva di una cucina separata, 3 ampie camere da letto e un bagno. Al piano interrato inoltre si trovava un bel garage e una grande cantina.


Questa tipologia di appartamento è tra quelle più richieste dagli acquirenti in questo momento, quindi siamo partiti già con buone premesse. Perché allora la vendita non era ancora andata a buon fine?

Ho spiegato ai ragazzi che il primo step è capire se il valore di mercato è congruo al prezzo con cui è stata messa in vendita la casa, inoltre come sempre, verifichiamo tutta la documentazione per evidenziare, qualora ce ne fossero, difformità tra quello che vediamo sul posto e ciò che indicano “le carte”.


Giulia, mi aveva raccomandato che anche l’agenzia x, aveva precedentemente svolto un lavoro di questo tipo e che i documenti erano tutti in ordine. La coppia mi ha quindi anticipato che sicuramente non avrei trovato alcuna problematica nella loro abitazione.


Ormai ho abbastanza esperienza per poter affermare che sono molti gli immobili con difformità, anche in casi in cui è già intervenuta un’altra Agenzia.

Quindi, il mio consiglio, procedere sempre con “i piedi di piombo” e il nostro metodo di lavoro consiste sempre nell’analizzare tutta la documentazione a fondo.


In questo caso, abbiamo fatto proprio bene!… ad attenderci dietro l’angolo c’erano delle “atrocità immobiliari” che Giulia e Gabriele non si sarebbero mai aspettati!


Ho proseguito quindi con l’analisi dei documenti: ho scaricato dal Catasto le planimetrie dell’appartamento e ho chiesto a Giulia di prendere visione dei progetti depositati in comune di cui lei stessa fortunatamente ne era in possesso.





Già da questa prima fase sono emersi i primi problemi: prendendo visione di una pratica edilizia risalente al 1984, con cui sono stati suddivisi i due appartamenti (prima di allora, si trattava di un’unica grande villa), risultavano delle difformità a livello del piano interrato.


Le planimetrie catastali però risultavano conformi, perché erano state rifatte nel 2014 (i ragazzi hanno acquistato l’appartamento nel 2013). Ma perché le planimetrie catastali erano state rifatte?